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Archivio per novembre 2009

Cani, Diritto di Autore, Pirateria Informatica

Labrador e ricerca di esplosivi, Droga e anche di CD contraffattiQuesto simpatico cucciolo appartiene alla razza Labrador Retriever. Tale razza di cane è ben nota alle forze dell’ordine da molto tempo per il suo eccezionale fiuto e per la selettività degli odori che riesce a captare. In tale ottica il Labrador è stato utilizzato per scovare esplosivi e sostanze stupefacenti in luoghi pubblici come aeroporti e stazioni e nell’ambito di perquisizioni di abitazioni private.

Cosa c’entra questo con la nostra rubrica informatica?

Ebbene, i tutori dell’ordine hanno deciso che il fiuto straordinario dei Labrador potesse essere istruito e sfruttato per riconoscere l’emamanazione olfattiva del policarbonato che compone il supporto materiale dei nostri CD e DVD.

La finalità è quella di individuare la presenza massiccia di questo  materiale in un edificio per scoprire i centri di duplicazione illegale di CD e DVD.

Vi fornisco questa notizia, miei cari lettori, perché vorrei porre l’attenzione sulle prerogative impareggiabili dell’apparato olfattivo dei cani, benché l’argomento sia un po’ Off Topic, fuori tema diciamo. Addirittura, sembra che in Gran Bretagna alcuni cani particolarmente dotati nel dominio sensoriale, siano in grado di “diagnosticare” patologie tumorali ancor prima di tutti gli strumenti diagnostici tecnologici e informatici.

Saremo in grado noi “demiurghi” dei chip di eguagliare mai artificialmente il naso dei cani?

Al di là di questa domanda, un po’ retorica a dire il vero, vorrei suggerire una piccola riflessione sulla pirateria informatica.

E’ proprio vero che la pirateria informatica danneggi il mercato audio-visivo?

La mia è solo una opinione, non ho dati in mano per accreditare quello che sto per asserire, ma dico fermamente NO! La pirateria informatica non danneggia il mercato degli audiovisivo nè disincentiva la creatività. Perché questa affermazione carica di polemica e di rottura ideologica? Semplice perché la pirateria informatica, che in generale è deplorevole come tutte le forme di furto, ha in realtà e nella fattispecie accresciuto l’interesse nei confronti del cinema e della musica.

Consideriamo che alla radio le HIT del momento le trasmettono in ogni caso, non c’è bisogno di pagarle per sentirle spesso. Questo vuol dire che coloro che non hanno la possibilità di acquistare musica, comunque possono accedervi ugualmente, ascoltando gratis i brani di maggior successo. E’ così ora lo era anche anni fa, prima dell’avvento di internet del Peer ti Peer (P2P) e di Emule o di Torrent.

Un po’ diverso è il discorso dei film. Anche qui, però, c’è da dire che chi vuol vedere un film appena pubblicato in DVD può noleggiarlo per una cifra che oscilla da 50 centesimi a 2 Euro presso i vari Block Buster e VIDEOTECHE varie.

Dove voglio andare a parare? Chi vuole il “feticcio” del CD musicale originale o del DVD video originale, lo acquista lo stesso. Scusate se qualcuno rimarrà offeso dal fatto che io abbia definito FETICCIO un CD originale o un DVD originale, ma la mia motivazione è che chi è veramente interessato al contenuto ed al concept di una opera creativa, rimanendo nella piena legalità, può fruirne con poca spesa. L’acquisto di un’opera nella sua veste più elegante altro non è che collezionismo.

E allora? Ottima idea che i cani scovino i grossi centri di duplicazione di CD e DVD ma non per la tutela degli artisti o delle case discografiche che sono già tutti abbastanza tutelati dall’amore peri feticci che tutti noi umani nutriamo. L’idea è ottima perché un Labrador Retrevier non va a scovare riduzione di profitti per chi già è ricco, ma va ascovare lo sfruttamento di esseri umani che deriva dalla immissione sul mercato di materiale contraffatto.

Ricordiamo, amici, che al centro della informatica c’è e ci deve essere l’uomo con i suoi diritti. E a quanto pare anche il cane con i suoi diritti.

Auguri.

 

 

 

Creative: Un ulteriore passo in avanti verso la rivoluzione dell’Ebook

Creative Ebook ReaderCos’è un eBook? La fusione di electronic e di book, in italiano dunque libro elettronico. Già da anni molti produttori di hardware si sono lanciati nel mercato del libro elettronico, ma con scarso successo. Un libro elettronico, per essere letto, ha bisogno di un Reader ovvero di un dispositivo che consti di un display dove possano comporsi le parole. Tutti sappiamo quanto sia faticosa la lettura a video su uno schermo di computer o di palmare, ma nel caso dei lettori di Ebook o Ebook Reader l’approccio alla lettura è molto più simile a quello cartaceo e non è per nulla faticoso. la E-Ink Corporation  (http://www.eink.com/) ha messo a punto già da tempo un pannello senza retro illuminazione che grazie alla composizione ed alla cromia dello sfondo e all’alta risoluzione dei caratteri, rende la lettura del tutto simile a quella di una pagina stampata. Innanizitutto non dispondendo di retro illuminazione per leggere è necessaria una fonte di luce esterna e poi, la qualità dell’inchisotro elettronico non fa ripiangere agli occhi quella dei caratteri tipografici.

La Creative annuncia adesso l’immissione sul mercato di Zii un nuovo ebook Reader che rispetto ai precedenti modelli di Amazon (il Kindle) e di Sony (il PRS-700) promette funzioni innovatiove di catalogazione dei testi e di ricerca.  mLa funzione saliente del Creative, oltre all’adozione di un pratico Touch Screen, dovrebbe essere l’introduzione della tecnologia Text to Speech, ossia la conversione in voce sintetica dei testi caricati sul dispisitivo.

Tutto ciò dovrebbe rendere sempre più accativante una attività, la lettura, che seppure in crisi al giorno d’oggi, rappresenta il principale strumento di emancipazione e di acquisizione di cultura per tutti i popoli. Inoltre il libro elettronico è uno strumento ecologico che consente di evitare il taglio di migliaia di alberi per la produzione della carta. E’ uno strumento di economia che consente di ridurre al minimo, al pagamento della sola proprietà intellettuale, le spese per i libri scolastici, per i manuali tecnici, per l’istruzione.

Perché, dunque, il libro elettronico non riscuote sufficiente successo? Uno dei motivi è attribuibile al legame quasi ancestrale che unisce uomo e carta. La carta stimola quattro sensi percettivi e affascina per la sua tangibilità. Un libro cartaceo è un oggetto prezioso, a volte un feticcio, ma pur sempre qualcosa di materiale. L’estensione fisica di un libro di carta, aiuta la mente a concentrarsi sul contenuto del libro che invece è qualcosa di squisitamente astratto.

Il libro elettronico, chiede di sacrificare la rassicurante piacevolezza della carta e di uno scaffale ricolmo di trofei culturali. Ma il motivo della ancora scarsa diffusione dell’ebook è anche la scarsa disponibilità ad investire nella pubblicizzazione di questo media.

La Creative riuscirà a sopperire alle lacune di comunicazione di cui hanno sofferto gli altri produttori di Reader e delle case Editrici che insistono nel puntare ancora sulla carta stampata?

Il mio auspicio è che la carta rimanga sempre una opzione editoriale per edizioni pregiate, mentre che per la fruizione di informazioni e cultura possiamo assistere all’avvento dell’eBook.

 

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