Il nuovo motore di ricerca Bing. E Yahoo.
E’ strano, ma interessante osservare come come nell’informatica, e nelle altre attività della vita del resto, l’interesse della poploazione di uno specifico luogo o della popolazione mondiale tenda a concentrarsi maggiormente su poche aziende, su pochi prodotti, su pochi servizi. Eppure, soprattutto in epoca di infomatica, tecnologia, ipermedialità, l’offerta di servizi è immensa.
In base a questo principio, a questa inclinazione spontanea degli utenti, grazie al passaparola oltre che alla qualità sempre crescente del servizio, il motore di ricerca Google è diventato oltre che il motore di ricerca più utilizzato, anche uno dei siti più visitati in assoluto.
Abbiamo accennato che passaparola e qualità riscontrabile in un servizio consigliato da altri, sono un “cocktail” potentissimo per la affermazione di un servizio, ma non sono gli unici fattori del successo. Per un motore di ricerca la chiave del successo è, o almeno dovrebbe essere, l’accuratezza dei risultati.
Tutti gli utilizzatori di interne svolgiamo almeno una ricerca ogni volta che ci colleghiamo alla rete e nel 70 % – 80 % dei casi sfruttiamo Google per le nostre finalità. Nell’utilizzare Google o altri motori di ricerca avremo notato in noi stessi due atteggiamenti: il primo è quello di “accontentarsi” dei risultati della prima pagina di una ricerca; il secondo è quello di sfogliare decine di pagine di risultati in attesa o nella speranza di trovare esattamente quello che cercavamo.
In entrambi i casi, quando usiamo i motori di ricerca, abbiamo degli svantaggi: avere della documentazione potenzialmente inadeguata o lacunosamolto tempo in attività di ricerca (come avveniva ai tempi della ricerca in biblioteca) se leggiamo solo i primi risultati, perdere se andiamo a sfogliare tutti i contenuti fino a che non troviamo le informazioni desiderate.
Emerge questo quadro. La ricerca in internet ha apportato un vantaggio in termini di velocità e di ampiezza dello scibile, ma forse a discapito della precisione delle informazioni.
E’ per questo motivo che le compagnie dei motori di ricerca sono alla costante ricerca di una formula per far sì che nella famosa prima pagina dei risultati compaiano i documenti più esaustivi su un determinato argomento, più completi, ma anche più attendibili e precisi. L’ambizione è enorme, non è affatto una operazione semplice o scontata e coinvolge in misura sempre maggiore aspetti di semantic web e intelligenza artificiale.
Tutto questo affanno, tutto questo impegno a migliorare la qualità della ricerca in internet sfocia nel business come è ovvio che sia: la ricerca è gratuita, ma i motori di ricerca offrono anche tanti servi a pagamento, primo fra tutti la pubblicità. Se io pagassi, ad esempio, questo giornale di caratere informatico tecnologico, potrebbe risultare il primo link digitando la voce “informatica”.
In questo scenario di possibili elevati proventi, è ovvio che i motori di ricerca che non siano Google, cerchino da anni di sottrarre fette di utenti e conseguentemente quote di mercato al più utilizzato portale per la ricerca di informazioni.
Se devo esprimere un giudizio personale, i risultati di Yahoo, sono sempre stati più precisi di quelli degli altri motori, ma probailmente dipende dalle esperienze.
Quello che invece sembra essere un motore di ricerca abbastanza preciso, seppure in fase sperimentale, è Bing della Microsoft. La Microsoft ci aveva già provato a scalare il predominio di Google con il progetto Live Search, sfumato in pochi consensi. Adesso torna all’assalto con Bing e per farlo utilizza una strategia mista. Da un lato usa degli algoritmi di ricerca a metà strada fra quelli classici e quelli che saranno i canoni del futuro ( i motori di ricerca semantici), da un altro canto, acquisisce Yahoo. Sì, sembra che Microsoft comprerà il dipartimento ricerca di Yahoo.
Intanto come prima impressione, posso dire che provando a ricercare parole semplici sia in Google che in Bing i risultati sono molto simili. Forse con delle ricerche complesse si potrà notare una differenza, ma a questo punto un test completo si potrà fare solo dopo che la versione di Bing sarà definitiva e non più provvisoria come adesso.
La partita si gioca dunque, per il momento, sul feeling. Bing si affida a una immagine di sfondo a tema naturale che cambia ogni giorno. E al nome onomatopeico BING che è come il suono di una campanella, come “Eureka” o come fare Bingo al gioco. Quindi trovare. Essere soddisfatti. Google, oltre il suo avviamento dal valore incommensurabile, continua a puntare sulla semplicità della pagina di ricerca.
Staremo a vedere.
